L’attività di previsione, ovvero la identificazione delle aree e dei periodi a rischio incendio boschivo, e quindi dei diversi livelli (indici) di pericolosità è ottenuta a partire da modelli basati sull’utilizzo di parametri “statici”(ovvero che non cambiano durante la stagione degli incendi e “dinamici” (con diverse dinamiche determinate dalle specifiche grandezze quali: stato di “salute” della vegetazione e contenuto idrico, umidità dell’aria, vento, temperature, etc.) tra i quali in particolare , i seguenti:


Parametri statici (ovvero che non cambiano durante la stagione degli incendi (i) caratterizzazione statistica degli eventi pregressi e mappa statica del rischio ottenuta dalla “zonazione” degli eventi pregressi, (ii) Morfologia (DTM da dati satellitari a 30m), (iii) tipologia della vegetazione (i modelli di combustibile ottenuti da dati satellitari a 30m) e dai parametri dinamici quali lo stato della vegetazione caratterizzato anche (ma non solo) dal contenuto di umidità stimato sia a mezzo dei dati satellitari (per la fitomassa) che dai parametri meteo-climatici, rilevati dalle stazioni meteo (per la necromassa) ed aggiornati dinamicamente (attualmente con cadenza giornaliera) con le previsioni meteorologiche ad alta risoluzione spazio/temporale.


Sulla base di tale modello dinamico, si emette la mappa di pericolosità per tutto il territorio regionale individuando (per ogni pixel di 250m o 30m nel caso di allerta nelle zone di interfaccia (urbano/vegetazione – o aree periurbane) 4 livelli di pericolosità (basso – medio – alto, estremo), identificati integrando le stime (indici) di derivazione satellitare con i dati delle stazioni meteo e le previsioni a 24 h ottenute dalle previsioni Cosmo 2.
Pertanto, la mappa di pericolosità fornisce una stima di quanto a quelle specifiche condizioni meteorologiche previste (h 24 dal modello Cosmo 2) potrebbe essere pericoloso un incendio. Pertanto, la mappa di pericolosità è caratterizzata dalla stessa accuracy e /o incertezza del modello meteo adottato per le previsioni meteo.


È estremamente importante ricordare che l’incertezza delle previsioni meteorologiche aumenta
all’aumentare della lunghezza della previsione e per questo motivo, attualmente FIRESAT fornisce la previsione di pericolosità a 24 h.
Allo scopo di valutare per esclusivi fini di ricerca l ‘impatto delle diverse previsioni meteo sul modello FIRESAT per due anni 2019 e 2020 sono stata prodotte e confrontate le mappe di pericolosità ottenute sia dal modello COSMO 2 (2 km) acquisite tramite dalla Protezione civile nazionale che dalle previsioni fornite dal modello MOLOCH (1 km) sviluppato dal CNR e reso disponibile alla protezione civile nazionale.
L’ Analisi e la Stima comparativa dell’impatto sulle Elaborazione delle mappe di previsione del rischio d’incendio ottenute delle previsioni ad elevata risoluzione spaziale hanno mostrano un generale accordo pari a circa il 70% degli output ottenuti sia dal modello COSMO 2 (2 km) che dal MOLOCH (1 km).


Discordanze significative sono state osservate per alcuni giorni particolari e ricorrente in particolare sulla fascia costiera ionica. Il parametro che più influenza tali situazioni è l’umidità relativa, che per la sua incidenza sulla stima della suscettività a fuoco determina significative differenze sulle mappe finali di stima della suscettività al fuoco.

Comments are closed.

Close Search Window